Il Bonus Donne Svantaggiate è una misura prevista dallo Stato per favorire l’inserimento lavorativo e la stabilizzazione dell’occupazione femminile, soprattutto nelle aree e nelle fasce sociali più fragili. Grazie a questa agevolazione, le aziende che assumono donne con determinati requisiti possono beneficiare di sgravi contributivi fino al 100%.
In questa guida vediamo a chi spetta il bonus, quali sono le donne considerate “svantaggiate”, quanto risparmiano le aziende e come fare domanda.
Bonus Donne 2025: incentivi per l’assunzione femminile nelle imprese italiane
Cos’è il Bonus Donne?
Il Bonus Donne è un’agevolazione contributiva prevista dalla Legge di Bilancio e da misure europee per combattere il divario di genere e sostenere l’occupazione femminile.
Consiste in uno sgravio parziale o totale dei contributi INPS a carico del datore di lavoro per un periodo variabile, in base al tipo di contratto e alla situazione della lavoratrice assunta.
A chi spetta il bonus donne?
Il bonus può essere richiesto da:
-
Aziende private
-
Cooperative
-
Studi professionali
-
Lavoratori autonomi con dipendenti
Non è riservato a settori specifici: può essere applicato in commercio, artigianato, servizi, agricoltura, industria, ecc.
Chi sono le donne svantaggiate?
Sono considerate “svantaggiate” e quindi ammesse al bonus le donne che si trovano in una delle seguenti situazioni:
-
Donne over 50 disoccupate da almeno 12 mesi
-
Donne di qualsiasi età:
-
Residenti in regioni svantaggiate (Mezzogiorno)
-
Disoccupate da almeno 6 mesi
-
-
Donne senza impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi
-
Donne che lavorano in settori con forte disparità occupazionale di genere, anche se non residenti nel Sud
📌 L’assenza di impiego deve essere certificata dai Centri per l’Impiego.
Quanto vale il bonus?
Lo sgravio contributivo può arrivare fino al 100% dei contributi INPS (esclusi premi INAIL), entro il limite massimo previsto dalla normativa europea sugli aiuti “de minimis”.
Durata dell’incentivo:
-
12 mesi per contratti a tempo determinato
-
18 mesi per contratti a tempo indeterminato
-
In caso di trasformazione da tempo determinato a indeterminato, lo sgravio si estende fino a 18 mesi
Massimale di esonero:
-
€ 8.000 l’anno per ogni lavoratrice (importo aggiornato con le ultime norme)
Contratti ammessi
Sono ammessi al bonus:
-
Tempo determinato
-
Tempo indeterminato
-
Trasformazione di contratti già attivi
-
Contratti part-time
-
Apprendistato
📌 Sono esclusi dal beneficio:
-
Lavori domestici
-
Lavori occasionali o accessori
-
Interinali (se l’agenzia non fa richiesta diretta)
Come richiederlo?
1. Assumere la lavoratrice con contratto conforme
-
Il datore di lavoro deve conservare la documentazione sui requisiti della donna
2. Comunicare l’assunzione al Centro per l’Impiego
-
Tramite procedura standard (UNILAV)
3. Presentare domanda di incentivo all’INPS
-
Tramite portale INPS online
-
Servizio: “Incentivi occupazionali”
-
L’INPS risponde entro 5 giorni lavorativi con autorizzazione o rigetto
📌 Dopo l’autorizzazione, l’azienda compensa i contributi direttamente nel modello F24.
Il bonus è cumulabile?
Sì, il Bonus Donne è cumulabile con:
-
Decontribuzione Sud (per imprese nel Mezzogiorno)
-
Altri incentivi per giovani o disoccupati (nei limiti UE)
-
Bonus apprendistato (se compatibile con requisiti)
Perché conviene?
✔️ Riduce fortemente il costo del lavoro per le imprese
✔️ Aiuta a valorizzare competenze femminili spesso trascurate
✔️ Promuove l’inclusione sociale e professionale
✔️ È accessibile anche per piccole aziende e partite IVA con dipendenti
Attenzione alle novità
Il Bonus Donne viene rifinanziato e aggiornato annualmente in base alla Legge di Bilancio. Le condizioni (es. importi, durata, requisiti) possono subire modifiche.
📌 Prima di fare domanda, è consigliabile verificare con:
-
Il proprio consulente del lavoro
-
Il portale INPS
-
Il Centro per l’Impiego locale
📬 Vuoi ricevere aggiornamenti su bandi per l’assunzione, sgravi fiscali per imprese e bonus per lavoratori? Iscriviti alla newsletter gratuita di GuidaIncentivi.it!









