Il Bonus Acqua Potabile è un’agevolazione fiscale pensata per incentivare il consumo di acqua del rubinetto e ridurre l’uso di bottiglie di plastica. È uno di quei bonus “silenziosi”: pochi ne parlano, ma può essere molto utile sia per le famiglie che per le attività commerciali. In questa guida trovi tutte le informazioni utili per capire come funziona, chi può richiederlo e come ottenerlo correttamente, con regole valide anche nel 2026.
Bonus Acqua Potabile: come ottenere l’incentivo per depuratori e sistemi di filtraggio
Cos’è il Bonus Acqua Potabile
Il Bonus Acqua Potabile è un credito d’imposta riconosciuto a chi acquista e installa sistemi per:
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filtrare l’acqua del rubinetto
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migliorare la qualità dell’acqua
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raffreddare, addizionare anidride carbonica o rendere l’acqua più sicura da bere
L’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale legato all’uso di bottiglie di plastica e promuovere comportamenti sostenibili.
Chi può richiederlo
Il bonus è destinato a:
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Privati cittadini (persone fisiche)
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Esercenti attività commerciali
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Imprese e professionisti
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Enti non commerciali
📌 Non è necessario avere un ISEE basso: il bonus è accessibile a tutti, indipendentemente dal reddito.
Quali spese sono ammesse
Rientrano nel Bonus Acqua Potabile le spese sostenute per:
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acquisto di depuratori d’acqua
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sistemi di filtraggio, microfiltrazione e osmosi inversa
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dispositivi per raffreddamento o gasatura dell’acqua
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installazione e montaggio degli impianti
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eventuali spese accessorie direttamente collegate
⚠️ Devono essere beni nuovi e conformi alle normative vigenti.
Importo del bonus e limiti
Il bonus consiste in un credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta, entro questi limiti:
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1.000 € per ciascun immobile ad uso abitativo
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5.000 € per immobili ad uso commerciale o professionale
👉 Il credito massimo ottenibile è quindi:
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500 € per le abitazioni private
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2.500 € per le attività
Come funziona il credito d’imposta
Il Bonus Acqua Potabile non è una detrazione IRPEF, ma un credito d’imposta, utilizzabile:
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in compensazione tramite modello F24, oppure
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indicandolo nella dichiarazione dei redditi
Il credito viene riconosciuto solo dopo la comunicazione delle spese sostenute all’Agenzia delle Entrate.
Come richiedere il Bonus Acqua Potabile
Il procedimento è semplice, ma va seguito con attenzione:
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Acquistare e installare il sistema di filtraggio
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Effettuare il pagamento con mezzi tracciabili (bonifico, carta, bancomat)
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Conservare fatture e ricevute
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Comunicare le spese all’Agenzia delle Entrate entro i termini previsti
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Utilizzare il credito d’imposta in dichiarazione o tramite F24
📌 Se la richiesta complessiva supera i fondi disponibili, il credito viene riproporzionato.
Bonus Acqua Potabile e altri incentivi: è cumulabile?
Sì, il bonus è cumulabile con:
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Bonus ristrutturazione
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Bonus mobili
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Bonus casa regionali o comunali
A condizione che non venga finanziata due volte la stessa spesa.
FAQ – Domande Frequenti
Cos’è il Bonus Acqua Potabile?
È un credito d’imposta che copre il 50% delle spese per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio e depurazione dell’acqua del rubinetto.
Chi può richiederlo?
Privati cittadini, professionisti, imprese ed enti non commerciali, senza limiti di reddito o ISEE.
Quali dispositivi rientrano nel bonus?
Depuratori, filtri, sistemi a osmosi inversa, dispositivi di raffreddamento e gasatura dell’acqua.
Quanto si può recuperare?
Fino a 500 € per abitazioni private e fino a 2.500 € per immobili commerciali.
Come si utilizza il credito d’imposta?
Tramite compensazione F24 o indicandolo nella dichiarazione dei redditi.